[1996] Edge of Sanity - Crimson

Ignari di quali sia il primo aspetto cui dedicare attenzione nell'analisi di un'opera così vasta ed unica, è sicuramente indice di senno ricordare il contesto in cui è stata generata ed il sostrato che l'ha alimentata precedentemente. Gli Edge of Sanity sono una delle tante formazioni che hanno avuto la fortuna di contare nel proprio novero il genio indiscusso di Dan Swanö, prolifico polistrumentista e cantante che ha segnato indelebilmente la scena metal degli ultimi 20 anni. Nati in Svezia all'inizio degli anni '90, esordiscono con i validi UnorthodoxThe Spectral Sorrows, per poi arrivare a Purgatory Afterglow [1994], in cui il gusto per la melodia proprio del loro leader emerge in tutta la sua genuinità; tale disco segue la formula tipicamente scandinava del melodic death metal [contrapposto a quello più ortodosso d'oltreoceano], che tanta fortuna avrebbe recato poi ai vari In FlamesChildren of BodomDark Tranquility.

[2012] Fine Before You Came - Ormai

Può sembrere inappropriato iniziare la recensione di un disco facendo immediato riferimento ad un altro album sebbene degli stessi autori, ma l'antefatto è essenziale per capire il presente; tre anni fa vede luce uno dei lavori più significativi della scena italiana, quello Sfortuna che invece risultò di ottimo auspicio per la band milanese dei Fine Before You Came, la quale si scrollava di dosso i primi manieristici tentativi post/emo/core e trovava finalmente una formula vincente, viva e sanguinante - metafora quella ematica che trovò d'accordo tutta la critica all'epoca.

Shandon live 28/01/2012 @ Orion Club, Roma

Sarebbe davvero ipocrita scrivere degli Shandon in terza persona, in onore di un'imparzialità critica che risulta davvero fuori luogo al cospetto di un gruppo che mi travolse come forse nessun altro all'epoca, e che pur latitando negli ascolti degli ultimi anni, riesce sempre a colpirmi dritto al cuore, vuoi per arrangiamenti vuoi per testi.

2011: best albums I stumbled upon.

Anche quest'anno seleziono le 10 scoperte [o riscoperte] musicali che maggiormente mi hanno affascinato durante i dodici mesi appena trascorsi: in ordine sparso, ecco a voi.

[1985] Sad Lovers & Giants - Feeding the Flame

Uno dei dischi più belli e profondi di tutto il post-punk, si erge a manifesto assoluto della propria decade tra momenti graffianti, idilli d'atmosfera e malinconia d'autore. Li hanno buffamente definiti dei Pink Floyd pastorali, ma non credo che questo gruppo abbia bisogno di paragoni simili - sinceramente bellissimo.

Ulver live 11/11/11 @ Circolo degli Artisti, Roma

All'attuale tournee degli Ulver sono stati rivolti considerazioni tiepide ed epiteti dei più ingiuriosi: pur risultando difficile dissociarsi dalla totalità di essi, alla fine ci si deve arrendere alla descrizione priva di retorica di quella che si è rivelata essere una serata assolutamente piacevole e fonte di profonda ispirazione.

Mogwai Live 8/07/2011 @ Ippodromo Capannelle, Roma

A due anni dalla loro ultima apparizione nell'Urbe, i musicisti di Glasgow tornano a solcare un palco capitolino, nell'occasione per presentare il loro ultimo lavoro su lunga distanza: Hardcore Will Never Die, But You Will. I fasti giovanili di Young Team [1997] e di Come On Die Young [1999] sono lontani, tanto che i riferimenti più lontani in scaletta puntano a Rock Action [2001].