Hope Left.


La vita dona, la vita prende. E Dio resta a guardare, senza parole.

Attonito non è, disinteressato piuttosto: non v'è accezione negativa, colpa non è essere neutri dinnanzi un evento, seppur intenso; il fatto che la nonscelta sia deprecabile è un apriori fastidioso precedente a Kierkegaard.

Apollo, guidami.
Dioniso, rapiscimi.
Mietitrice, sollevami.
Dio, guardami.

Ferirsi e ferire, atti così simili nella forma e distanti nella volontà. Meglio perdurare nel torpore del dubbio, o lasciarsi trapassare dal cieco e rapido fendente della Verità?

La fottuta, fottutissima verità è che la Seconda vince suprema, e involontariamente tutti ivi tendiamo.

Brucia.
Cado.
Non voglio sembrare
un fottuto
calligramma.
Nonèunflussodicoscienza.
Fottuto è la parola che amo di più, fottutamente.

Verità, perché non mi finisci? Sono esanime, sono tuo. Non esco mai vincitore ogni volta che ti sfido. Non posso rimproverarti, sono sempre io a cercarti - tu giustamente ti nascondi, sai che il vulnere che mi lasci è incurabile, e non vuoi il mio male. Non hai sentimento, ami solo te stessa. Sei fortunata, tu che puoi amare, e mai ti separarai dalla tua amata.

È luogo comune pensare che le cose più belle facciano male, o siano proibite. Non è vero, la musica ed il sapere sono proibite solo nella misura in cui nn possiamo raggiungerle, perché vicine alla Verità e pertanto protette dai demoni dell'indecidibilità o dell'ispirazione.

Se i dadi della prima sono lanciati da Dio, le corde della seconda sono lascivamente pizzicate da un'altra divinità. Capricciosa, non minore. Si muove su altri piani, nell'iconografia tradizionale lancia frecce senza guardare - in questo sì, è molto diversa da Dio. Talvolta scocca dardi affini contro persone che avranno la fortuna di incontrarsi. Talvolta ancora colpisce sfortunati singoletti, che saranno relegati all'ermetismo sentimentale, costreti a spiare il proprio desiderio senza poterlo mai sfiorare. Massima sfortuna?

No.

La faretra dell'arciere non contiene frecce tutte della medesima misura, differiscono bensì per diametro, lunghezza e colore. Se esse collimano per tutte le caratteristiche, presto Morte li coglierà, per la troppa fortuna raggiunta. Se invece le dimensioni stridono, uno dei due invocherà a gran voce la Mietitrice, affinché lo porti con sé. Impietosa la condanna, bruciante la vista, gelido il mondo. Si è singleton con l'aggravante dell'aver assaggiato, del ricordo devastante, del rimpianto opprimente.

Vorrei rivivere.
Non sbaglierei.
Almeno non sbaglierei in tal senso.
Dioniso, rapiscimi e lascia che io possa immaginare il Sonno Eterno.

Subdola ti porge la sua mano una creatura. Graziosa per forma, intangibile per consistenza. Ne scorgi subito la mediocre diafanità, ma è troppo tardi. Lei è in te e ti alimenta, altrettanto fa col barlume di fuoco rimasto. Guardi lontano, è solo la fredda luce di Selene a schiarire il cielo, non v'è fiamma conosciuta. Maliziosa e zelante però ti sussurra:

Vedi, il fuoco è rinato.
Non ti curare ora, sei salvo.
Zefiro soffia sicuro, il fuoco tornerà vivo e forte.
Sei fanciullo di nuovo, riposa.

I versi dispari sono sì forieri di Verità, ma quelli pari si dissolvono assieme a Speme stessa, maligna e sibilante nel fuggire lontano. Bruci ancora, ma il dardo non esiste più. E' acre bile a contorcerti, vedi solo ora la ferita lasciata dalla Speranza. Vedi chiaro ed alto quel fuoco, ma non è la freccia di un tempo ad alimentarlo, né tantomeno secrezione velenosa. Esso è puro, ed ogni suo crepitio ti torce le membra dal profondo.

Imparerai a spiarlo, a rapirne l'immagine, a morire per esso senza poter far nulla. Ma in cuor tuo speri sia sempre vivo, perché vorrà dire che ella non starà soffrendo, e se Nobiltà muove i tuoi atti, quando non più ti dilanierai per veleno, potrai ivi guardare con dolcezza, rivendicando con orgoglio e senza dolore il possesso di tale fulgore, un tempo.

Mietitrice però, ora fammi tuo.
Non tollero, ho solo venefica sostanza nelle mie vene.
Vendo a te il mio cuore, dammi Sapienza ed io ti servirò.
No more Love, just your Lore.

E tu, Dio, guardami ora se hai coraggio.
Qui mi lasci, in un mondo che non ti ho chiesto di visitare.
Ti sarà debitore per avermi fatto provare
l'intensità così ineffabile, dell'esistenza.