Adorable: una storia (troppo) breve.


Adorable: una storia (troppo) breve.

Perché voglio parlarvi degli Adorable? Fuor di tautologia, sono uno dei tanti lampi che hanno solcato il cielo tra il declino dello zeffiresco shoegaze e l'inizio del clicone britpop: pressoché chiunque non si fosse esplicitamente convertito al secondo, o non avesse mostrato segni di possibile cambiamento (vedi i fortunati Boo Radleys), fu letteralmente annichilito dalla scena preminente del rock britannico degli anni '90.


Gennaio 1992, Coventry

Quattro ragazzi, al secolo Piotr Fijalkowski (voce, chitarra), Robert Dillam (chitarra), Stephen Williams (basso) e Kevin Gritton (batteria), si incontrano con mister Alan McGee della Creation Records, bevono un po', chiedono al medesimo il perché delle turbolenze con un certo Kevin Shields, e sono dentro.

L'esordio coincide con il loro apice di popolarità, manifesto inconsapevole dell'idea di canzone bella: quella Sunshine Smile che garantì loro primato settimanale su NME, nonché della UK Indie Chart e che spalancò loro le porte dell'etichetta appena citata.

Il singolo conteneva anche A To Fade In, circa la quale non mi sento di aggiungere altro rispetto a quanto ne disse NME:

[...] this is a morose, introspective swirl of memories and melodies blessed with a sweaet-free grace wich belies the Coventry tykes' years. When singer Piotr nonchanlantly ambles into a barrage of "Bah bah bahs" and the guitars wander off on the most casually classic workout since, oooh, Factory-era Railway Children, you just know you've been Adorabled. And then you start it again.

Chiude il lato B Sunburnt, forse un pelo sotto al livello delle altre due, e di certo non per demeriti propri.


Con un inizio così, o conquisti il mondo o vivi nella maledizione di non poter più raggiungere il tuo massimo: la seconda ipotesi appariva certo lontana, visto che prima della stampa avevano accompagnato i Curve nel loro tour britannico, mica briciole, e dopo un bel filotto di singoli (I'll Be Your Saint, Homeboy, Sistine Chapel Ceiling) convincono il buon (?) McGee a sganciare la grana per Against Perfection, loro primo LP.

Ironia della sorte, il titolo iniziale del disco era Against Creation, evidentemente esule dalle grazie del loro boss, e per questo cambiato a ridosso della stampa.

Più vicino al suono degli Swervedriver che non certo a quello dei Pale Saints, l'album esordì al settantesimo posto della classifica britannica e permise loro di suonare in Europa continentale, in Giappone e in Australia, cosa quest'ultima che loro stessi annoverano tra i risultati di cui vanno maggiormente fieri:

"(Laughs) Oh dear, it's laughably small. [The peak of our career was] to go round the world, playing in Melboure in front of 1,200 people.


Del secondo album (Fake, appunto), dice Fijalkowski stesso:

What we had to do was produce an album that would grab everyone by the proverbials, drag them into a darkened alleyway and either give them a kicking that would last a lifetime, or a damn good shag. Instead we recorded ‘Fake’. [...] it is a frail, insular, insecure album, made by four guys who felt like the world was against them ("Kangaroo Court", "Go Easy on Her", "Vendetta").

Se Against Perfection era un grido scanzonato e irriverente, in Fake si insinua una vena di malinconia e di consapevolezza di come i tempi passati siano tali, e non possano tornare nella medesima guisa.

Tra i suoi brani, mai superficiali o banali, vennero estratti i singoli Kangaroo Court e Vendetta; nel frattempo però Definitely Maybe era già caduto come una mannaia sul rock inglese, e il disco venne condannato ad un immeritato oblio.


La cacciata dall'Eden, lascito, carriere soliste

In un mondo ideale, la vita di un artista non dovrebbe essere influenzata da vicende pecuniarie; in quello reale invece Le vendite sono tutto, ed il bilancio alla voce Adorable pareva non essere particolarmente verde: alla fine del 1994, a ridosso di uno show a Colchester, la band ricevette una chiamata dal proprio manager, la quale inoltrava la irrevocabile decisione presa da McGee riguardo al futuro dei ragazzi di Coventry, i quali videro così sfumare il proprio sogno.

Racconta Fijalkowski in un'intervista del 1996:

Alan McGee though we were the new Sex Pistols and he wanted us to be what is now Oasis. We weren't. We were just the snotty Bunnymen.

Dillam finì ai The Zephyrs, mentre Fijalkowski si reinventò un paio di anni dopo nei Polak, rimasti attivi sino al 2003; il laccio ideale che lo legava alla Creation rimase e rimane poi inscindibile, visto che nel maggio di quest'anno è uscito Broken Heart Surgery, (bell') album scritto con Terry Bickers degli House of Love (nonché dei Levitation), band tra le più importanti all'interno della label:

Per quanto riguarda il gruppo originale nel 2008 esce Footnotes 92-94, compilation che aggiunge poco ai due album, di lì più nulla.


Parliamoci chiaro: nel roster Creation, gli Adorable non hanno mai raggiunto i fasti di Ride, Slowdive o My Bloody Valentine, né per produzione né per influenza sulle generazioni di musicisti future; ma a memoria ricordo poche band dell'epoca così spontanee, crude e consumate dalla propria stessa essenza di giovini rumorosi ed effimeri.


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