EP EP hurrà!


EP EP hurrà!

Era tanto che avevo in serbo questo [brutto] titolo, per voi. Complice il robo per prendere i dati da Discogs che ho appena preparato, è mio desiderio parlarvi degli EP (@profani: Extended Play) che amo di più in quanto tali.


Quante volte ho parlato di questo disco? Non abbastanza si vede, ecco perché lo nomino ancora. Tre capolavori [l'eponima Slowdive e le due Avalyn] per un esordio che non tantissimi altri possono vantare. Che poi tra i loro EP c'è solo oro (Holding Our Breath, Morningrise, Outside Your Room), ma senza questo probabilmente non ci sarebbe stato tutto il resto, e non starei qui a scrivere (cosa quest'ultima forse positiva).


Un paio d'anni fa mi prese voglia di colmare le mie lacune in tema di musica iberica, se non altro per dovere nei confronti di metà del mio sangue: mi affidai al solito a RYM, e scoprii molta roba interessante, tra cui spiccavano questo quattro tracce che se non avessi un minimo di midollo musicale non esiterei ad indicare come ottimo indie-folk con tinte lo-fi. Ma la mia spina dorsale musicale è ben salda e vi risparmio queste cazzate.


I This Mortal Coil sono un (super)gruppo, ma proprio super super, basti guardare cosa poteva permettersi di tirar su il signor Ivo Watts-Russell con un paio di telefonate ai membri della sua scuderia. Se Sixteen Days e Gathering Dust erano belle canzoni dei Modern English, la voce di Liz Fraser assieme ai nuovi arrangiamenti garantisce loro l'ambito podio dei singoli del decennio da me preferiti. Raga davvero cose da pazzi, vi dico solo Song to the Siren gli fa da b-side.


Conoscete Jim O'Rourke? Beh io sì, almeno di nome. Perché la sua produzione è talmente vasta ed eterogenea che credo neanche lui se la ricordi tutta. Non mi ricordo come conobbi questo disco, ma mi rimase impresso per la sua dolcezza, e vi torno sempre con piacere. Probabilmente qui ci sarebbe un EP dei Belle and Sebastian, ma non li ho mai esplorati all'infuori degli ellepì. Scusate.


Xpander / Belfunk è la doppietta più clamorosa della progressive-trance, neanche Digweed o Kleinenberg raggiunsero vette così alte nei loro anni d'oro. Seriamente, non credo si possa parlare di musica da ballo di qualità senza passare per quest'opera di Sasha, quattro colonne su cui ergere il templio dei paragoni scadenti come quello in questione. Bomba da fuori.


La prima bozza di quest'articolo era costituita praticamente da quasi solo EP shoegaze (includevo anche Ride e Swervedriver). Poi ho deciso di limitarmi solo al primo della lista, e alla copertina con la tipa coi fiori e il coltello e queste canzoni bellissime che ci ha dentro. Se è vero che anche Glider è fondamentale, esso ha una copertina così orribile che non me la son sentita di scegliere lui. Davvero una roba che fossi in voi non mi perderei.


I Verve si ricordano quasi esclusivamente per quei singoli fortunati ed autoreferenziali che sono Bittersweet Symphony e Lucky Man. Personalmente Urban Hymns non è mai rientrato nelle mie grazie, mentre ho amore viscerale per questa cinquina di brani ariosi, profondi e psychedelici al punto giusto, senza sbluesettare troppo ché poi mi sale il veleno pre-'79 e spengo tutto. Un disco che ti riempie la stanza, per rimanere in tema di autoreferenzialità (copertina?).


Vi ricordate quanto eravate circondati di camicie di flanella, di gente inneggiante a Seattle, di gente inneggiante alla flanella. Erano tempi bui per la tua copia di Unknown Pleasures, presto un altro suicida avrebbe insidiato pericolosamente la posizione di Ian. In quel genere così essenziale, rabbioso e incapace di lasciare indifferente la platea (o lo amavi o lo odiavi), c'è stato posto per un disco così. C'è gente che ha scritto mezza dozzina di album, e neanche una nota arriva a scalfire anche una sola tra Nutshell o I Stay Away o Rotten Apple. La faccia pulita di Dirt? Considerazioni che lasciano il tempo che trovano, ciao Layne.


Non ho mai ben capito perché gli A.R. Kane non abbiano mai raggiunto fama degna di nota, anche solo nel circuito degli estimatori del genere: padrini assieme ai fratelli Reid del rumore dolce, regalano qui tre splendide canzoni che dovete assolutamente ascoltare e conoscere se non volete che mi metta a piangere.


Ci sono due categorie di persone che odio quando si parla di techno: quelli che blablabla droga blablabla tuttauguale, e quelli che CHE MINA CHE BOMBA CHE BOMBA CHE MINA ASCOLTO STO GENERE DAL 2009 QUINDI MI DEVI DARE RAGIONE. Essendo musica scritta in e per condizioni alterate di coscienza nonché scritta in pattern ripetitivi per scelta, cosa ti aspetti? Circa i secondi, voglio sapere perché catalogate i vostri ascolti in base alle loro capacità belliche, quando esiste tanta di quella techno ambientale raffinata sufficiente a portare la pace in tutto il globo. Campione della minimal d'arredamento è Maurizio, al secolo Moritz Von Oswald, che in versione Basic Channel vi spiega quella che è la perfezione sonora.

Il mio comento che accompagna il video di Quadrant Dub II recita:

This should be taught in schools. This is how you build a piece of art, removing unnecessary stuff from the whole, till you craft your desired result. Every musician, let him or her be classical, blues, rock, jazz, whatever, should listen to this tune carefully and check how every single element comes in and joins the others.


Non potevo non chiudere con l'EP per ecellenza. Il gruppo non-famoso più celebre di sempre, antieroi spregiudicati che tra silenzi, iati mai confermati e ritorni di fiamma hanno annichilito le tue velleità di far del post-rock sensato in camera tua.


Vi aspetto presto per il prossimo episodio, I migliori Picture-disc in braille.