September's here again.
The sun shines high above
The sounds of laughter
The birds swoop down upon
The crosses of old grey churches
We say that we're in love
While secretly wishing for rain
Sipping coke and playing games
September's here again.
[David Sylvian - September (from Secrets of the Beehive, 1987)]
Odore inconfondibile di asfalto umido. Viali lastricati di foglie. Grigio caldo. Grigio freddo. Crepuscoli più intensi dell'anno. Propositi nuovi e fieri. Musica decadente nelle orecchie in centro. Letteratura decadente sul prato nel parco. Sguardo complice di una ragazza incuriosita dal medesimo testo in libreria. Coscienza del fatto che non la rivedrai mai più. Allontanare clichet post-adolescenziali come questo. Sopravvalutare il flusso di coscienza come forma compositiva valida. Piove senza necessità di imprecare. Cielo finalmente cupo e imprevedibile. Bile nera che prende il sopravvento sull'umore. Esser felici di star male. Edera. Piante che si avvolgono lascive. Natura che vorrebbe esser morta. Enumerazioni estenuanti. Neri vessilli infilzati sul mio cranio. Tributi spiccioli a maestri della poesia d'oltralpe. Equilibrio precario tra noia e sofferenza. Riferimenti superficiali a pensatori esistenziali.
Massima intensità della mia esistenza.
Questo è il mio autunno.
Posted in thoughts, tagged as moods on 01 September 2010 at 03:56:12
Pamphlet contro la menzogna e la superstizione religiosa.
Non vi sono mali peggiori delle paure comuni e dei timori indotti: cosa c’è di più subdolo che far leva sull’insicurezza esistenziale dell’essere umano per inculcarvi parassiti preconcettuali che diventano più forti al passare del tempo e alla propagazione dei proseliti? Nessuno può offrire semplice soluzione a questa piaga, non fosse altro che ad un’analisi immediatamente più ampia si può arguire che tale condizione è conseguenza dialettica di necessità ed eventi coerenti con la storia del mondo, ergo è così che deve andare.
Il mio intento è molto più umile: fonte estrema di felicità sarebbe che anche solo una persona prendesse coscienza di se stesso come individuo degno di agire secondo idee frutto del proprio ragionamento, qualunque esse siano, e non dell’etica comune, la quale può coincidere in qualche misura con i propri convincimenti, ma non costituirli integralmente.
Posted in thoughts, tagged as opinions on 23 August 2010 at 01:35:59
Piove d'agosto
La città si tingeva di tonalità che mai prima di allora aveva assunto: riflessi giallo e cremisi erano le ultime testimonianze di un’estate oramai tiepido ricordo, timida nell’intenzione e già crepuscolare nella forma; non vi erano foglie lungo i viali, ma l’autunno saliva già intenso dall’asfalto dopo il repentino temporale. Percorrere quelle strade era un’esperienza provante per chiunque avesse un minimo di sensibilità: innumerevoli corpi le solcavano rapidi e ponevano freno al loro incedere solamente per una vetrina che catturasse il loro interesse prosaico, o per assecondare il proprio tabagismo. Corpi atti solo a sottrarre ossigeno, entità vacue e replicate, fautori incoscienti del modello economico che li avrebbe stroncati ulteriormente. Il sole scendeva stanco alle spalle di alberi folti, che di lì a poche settimane avrebbero perso il proprio carico caduco ed avrebbero così tessuto un tappeto dorato come l’astro che adesso accoglievano; un gesto quotidiano quello del sole, che nella sua pressoché immutevole costanza riusciva pur sempre a conferire magia ed interesse ad ogni giornata, almeno nei momenti di contatto tra la frenesia diurna e la quiete della notte.
Posted in thoughts, tagged as writings on 17 August 2010 at 16:04:52
La Ballata dell'Isola Felice
Ci sono esperienze che restano nel cuore, sanno scaldarlo e trovare nido in lui. Luoghi, persone, situazioni, aspetti di se stessi: piccole trame delle quali si finisce per prendere coscienza solo al momento della partenza.
Posted in thoughts, tagged as moods, trips on 06 August 2010 at 22:07:40
Hipsters don't lie.
Fu una fottuta hipster a rovinarmi la vita.
Appariva chiaro non tanto dal conforme taglio di capelli, quanto dal booklet di Bon Iver che si intravedeva timido dal perizoma. Starete già dicendo "hey amico, se hai perlustrato la sua biancheria di che ti lamenti!": peccato mi fossi dovuto documentare esclusivamente sui reportage che le sue fottute amiche hipster realizzavano su flickr.
Posted in thoughts, tagged as vetriolo on 27 July 2010 at 15:19:14
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