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Per tre cose vale la pena di vivere: la matematica, la musica e l'amore.

Vestiti.

Era una delle ultime volte in cui sarei tornato alla mia oramai ex-dimora, alla luce del trasloco che stavo affrontando proprio in quei giorni. La polverosa stazione di Boddinstraße, capolinea provvisorio di quella linea a causa di lavori di ristrutturazione, appariva come un cantiere fantasma, colmo di segni di lavoro - dal comune nastro rosso e bianco, alle assi di legno a coprire zone del pavimento - ed al contempo raramente teatro di effettive azioni lavorative.

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Scritti giovanili.

Ci avevo questa passione per Jane. Lei passava ogni mattina sotto la finestra del mio ufficio, camminava di fretta e si faceva tutta Edwin Street, per andare chissà dove. Si metteva sempre bei vestiti, gonne di velluto e maglie nere e giacche di pelle; e poi ci aveva queste calze, dio se mi sarei fatto licenziare per vedere come continuavano sotto gli stivali.

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Peroni, Isernia, Milwaukee.

Amici, conoscenti, avventori, rivali, detrattori, nemici: è a voi tutti che voglio esporre nuovamente il mio pensiero sociale e politico non appena le due gemelle thailandesi che ho invitato a casa termineranno di litigarsi il mio uccello con insospettabile piglio.

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Unvergessen!

Deciso a vincere l’inedia domenicale, nel primo pomeriggio mi son fatto coraggio ed ho preso a perlustrare la parte meridionale del mio quartiere, quella tagliata radialmente dalle ampie Prenzlauer Alee e Greifswalder Straße, sino al verde di Volkspark Friedrichshain, giardino sito nel quartiere che da esso stesso prende nome e che funge da confine ideale tra le queste due zone della città.

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Live in Pankow.

Compagni est-europei, mi piacerebbe condividere con voi la mia esigenza di rifugiarmi sotto il patto di Varsavia, ma i tempi sono cambiati ahimé, ed il sogno di un’Europa totalitaria e scarlatta ha lasciato il passo alle sopracciglia di Matteo Renzi.

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Miss Ragione e il Dottor Inconscio.

Ci sono eventi, situazioni, che inducono una pesante distorsione sulla nostra percezione della realtà; vorremmo quindi fuggire da essa, ma quando la dimensione onirica è altrettanto travagliata, l’incubo prende forma e si insedia in ogni contesto.

Quando la frequenza dei mutamenti umorali supera quella delle albe e dei tramonti, non v’è sopportazione umana in grado di sostenere tanta pressione. Non scopro certo io che sono proprio questi momenti transienti ad essere il sostrato del piacere ed il germe della sofferenza - i nostri sabati del villaggio, i nostri pendoli tra noia e dolore.

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